2010 TERZA MISSIONE

22 07 2010

Cari Amici,

anche quest’anno il progetto che ci vede impegnati in Costa d’Avorio sin dal 2007 è andato a buon fine.

Nonostante questa volta le difficoltà e gli imprevisti siano stati più numerosi del solito, al di là di ogni aspettativa e con duro lavoro siamo riusciti a completare le ultime tre aule della “Ecole Esperance”. Abbiamo anche realizzato i due alloggi per gli insegnanti, i quali, infatti, già dal prossimo ottobre, inizieranno il loro mandato e, trattandosi di personale qualificato, dipendente statale ed inviato dallo Stato stesso, andranno a vivere nell’accampamento per tutto il periodo scolastico.

Poiché l’istruzione elementare, in Costa d’Avorio, prevede sei anni di scuola, durante le missioni precedenti avevamo realizzato le prime tre aule della scuola, la direzione e i due bagni, cosicchè già lo scorso ottobre è potuto partire il primo ciclo scolastico. Ora, con la costruzione di altre tre aule, la scuola è stata finalmente completata, e possiamo affermare con grande gioia e soddisfazione di aver portato a compimento la prima parte del nostro progetto: fornire, attraverso l’iter di riconoscimento della scuola e dell’accampamento da parte dello Stato, la speranza di un futuro migliore a più di duecento bambini ed alle loro famiglie, fin’ora totalmente ignorati dal mondo, abbandonati a se stessi, privi di ogni istruzione e spesso anche dei più essenziali diritti umani.

La scuola è già stata riconosciuta dallo Stato e presto diventerà una scuola statale a tutti gli effetti. Ad ottobre si terrà nel villaggio della Scerie la cerimonia ufficiale che formalizzerà il riconoscimento e, di conseguenza, anche l’accampamento sarà riconosciuto e diverrà un vero e proprio villaggio. Questo vuol dire che, finalmente, per i suoi abitanti potrà iniziare un concreto percorso di crescita e un cammino verso un sempre maggior riconoscimento, tutela e difesa dei diritti umani. Per tutti gli abitanti del villaggio è un inizio di speranza, un cammino verso un futuro migliore.

Non ci sono parole che possano rendere giustizia all’emozione che abbiamo provato quando, lo scorso dicembre, appena arrivati nel villaggio, siamo andati a far visita alla scuola ed abbiamo visto con i nostri occhi i nostri bimbi, seduti tra i banchi a seguire le lezioni, che iniziavano a scrivere, leggere, ripetere i primi numeri e l’alfabeto …

Inoltre, già dal primo impatto abbiamo potuto riscontrare una realtà ben diversa da quella che avevamo lasciato prima che iniziassero i corsi: gli effetti positivi della scolarizzazione e dell’istruzione, soprattutto in bimbi così piccoli, si sono avuti subito.

I bambini sono più “educati”, più disciplinati, ora hanno delle regole, che osservano con gioia, ed hanno tanta voglia di imparare e di far bene. Anche vederli con i loro grembiulini scolastici tutti uguali, ordinati e puliti, è una gioia per gli occhi e per il cuore.

Nel villaggio si respira adesso una nuova aria di serenità, di speranza, di voglia di migliorare e crescere insieme.

Ancora, poiché per potersi iscrivere a scuola è stato richiesto un documento di identità, ad ogni bimbo si è dovuta fornire una carta di nascita di cui prima nessuno era munito, e dunque ci siamo impegnati attivamente anche in questo. Tutti i bambini adesso hanno un documento, una carta di nascita, e possono finalmente dire di esistere.

Tuttavia, il cammino è ancora lungo…

Accanto alle gioie che hanno accompagnato la nostra terza missione, non sono certo mancate, come dicevo, le difficoltà e i dispiaceri, dovuti al persistere di tanti altri gravi problemi che affliggono da sempre quella comunità.

Fame, miseria, condizioni igieniche scarsissime, strutture sanitarie a dir poco inesistenti (almeno per chi non ha i soldi necessari per curarsi) sono causa quotidiana di morte anche solo per una banale infezione…

Questa è una realtà, ma è una realtà che non si riesce proprio ad accettare: non si può, e non si deve… Abbiamo visto morire molti amici, altri non li abbiamo ritrovati al nostro arrivo…

Una rara e grave forma di malaria che colpisce alla testa (creando effetti e danni simili a quelli della meningite) ha quasi ucciso Florika, una bimba di soli 5 anni: sembrava in coma, non vedeva più niente, non parlava, non camminava… La mancanza di cure dovuta alla povertà della sua famiglia ha fatto aggravare ancora di più le sue condizioni, e siamo felicissimi di aver utilizzato i soldi del progetto anche per far curare questa bimba: un’altra figlia riportata alla vita!!

E Letizia, una bambina di soli dieci anni, che ha subito ripetutamente violenza, ammalandosi sia nel corpo, perché ha contratto una grave infezione, sia nell’anima, perché ha perso ogni fiducia negli altri e nella vita. L’abbiamo fatta curare, le siamo stati vicino, le abbiamo dato tanto affetto. Non è stato semplice, ma alla fine ha riacquistato il suo splendido sorriso che sembrava perso per sempre….

Anche e soprattutto questi sono i risultati che ci ripagano di ogni sofferenza e di ogni difficoltà….

Proprio per questo non molliamo mai!!!

E adesso che finalmente la prima parte del progetto è conclusa, il nostro primario e prossimo obiettivo è proprio quello di far sì che situazioni del genere non si verifichino più, perché non si può pensare ed accettare che un bimbo affetto da una semplice infezione, o da malaria, o da tifo, senza vaccino difficilmente riuscirà a sopravvivere nel suo villaggio. Se curato, invece, con la terapia giusta, riesce a salvarsi, e tutto ciò per la modica spesa di circa 12 euro.

In parole povere, la vita di un bambino “costa” solo dodici euro? Come si può restare indifferenti a questo?

Noi non ne siamo capaci, e non lo saremo mai….

Il Presidente

Antonio Oppedisano

OBIETTIVI FUTURI:

  1. Costruzione dei rimanenti 4 alloggi per gli insegnanti;
  2. Costruzione della “Casa del Missionario”, che ospiterà chiunque voglia vivere un’esperienza di volontariato insieme a noi;
  3. Costruzione di un dispensario (piccolo ospedale), data la totale assenza di strutture sanitario/ospedaliere;
  4. Costruzione di due piccole chiesette, una cattolica e una musulmana, che daranno a tutti l’opportunità di pregare il buon Dio ogni giorno.

Tutto questo potrà essere realizzato anche grazie al vostro fondamentale contributo!

Quello che facciamo è una goccia d’acqua nell’oceano, ma dà più senso alla nostra vita.

… Perche la speranza non è un sogno, ma un modo di tradurre i sogni in realtà …


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