L’Associazione Culturale BandaFalò ha come obiettivi la difesa del territorio e la rivalorizzazione di alcuni angoli di paradiso ormai degradati. Dal 2002 l’Associazione ha “bonificato” alcune località e le ha messe a disposizione della cittadinanza villese e non solo, facendole così conoscere ed apprezzare in tutta la loro naturale bellezza. Da qualche anno l’Associazione ha rivolto la sua attenzione verso problematiche e obiettivi che vanno oltre l’ambito locale. In particolare, una parte delle risorse è stata destinata a progetti umanitari da realizzarsi in Africa e, più precisamente, in Costa d’Avorio. Tutto nasce nel febbraio 2007, quando, come Presidente dell’Associazione, mi recai appunto in Costa D’Avorio al seguito di una missione umanitaria della durata di tre mesi. Da subito provai un amore particolare verso quel popolo stupendo che, pur flagellato da guerre, miseria e povertà, riesce con il sorriso a trasmettere emozioni fortissime, che provocano spesso un radicale mutamento nel modo di vedere e di intendere la vita. Da subito dedicai tutto me stesso a quella gente girando per i villaggi più poveri, regalando sorrisi, amore, porgendo magari qualche dono. Dopo un po’, però, mi resi conto che questo non bastava più, ed è qui che pensai ad un coinvolgimento della BandaFalò. Inviai una lettera ai miei amici, in Italia, chiedendo loro un sostegno economico per avviare concretamente alcuni progetti. Grazie alla generosità dei familiari dei soci e a una somma prelevata dalla cassa dell’Associazione riuscii a racimolare circa 3500 euro con i quali avviai degli importanti progetti. Una parte della somma fu impiegata per la sistemazione di due vecchie chiesette nei villaggi di Koko e Bapò (situati nella paradisiaca isoletta di Jaqueville), fondamentali non solo sotto il profilo religioso ma anche e soprattutto perché luogo d’incontro per lo svolgimento di attività educative e ricreative per i più piccoli. Un’altra quota fu utilizzata per l’acquisto di alcune coppie di maiali per avviare un allevamento a Scerie, un villaggio poverissimo situato nei pressi della città di Abengourou e popolato, per la maggior parte, da immigrati del Burchina Faso. Soltanto da poco tempo, grazie ad un progetto portato avanti dalle suore dell’ordine delle Serve di Maria Riparatrice, gli abitanti di Scerie, che conducono un’esistenza ai limiti della sopravvivenza, hanno la possibilità di bere acqua potabile. Nel villaggio non esistono, inoltre, né scuole, né ospedali. Spesso le parole non bastano per comprendere le misere condizioni in cui vivono milioni di esseri umani come noi. Vedere con i propri occhi le quotidiane scene di miseria, di fame e di morte è una cosa che non si riesce ad accettare. Proprio per questo, fino all’ultimo giorno, decisi di dare tutto me stesso per portare aiuto a quella povera gente. Facendo la spola tra i villaggi e gli ospedali, mi adoperai per garantire anche le minime cure ai bambini affetti da malaria, da tifo e da ogni genere di malattie che un banale vaccino potrebbe debellare. Ogni giorno sentivo su di me l’enorme responsabilità di salvare la vita di una piccola creatura. Per avere un’idea esatta della situazione basti pensare che, un bimbo affetto da malaria, senza vaccino, difficilmente riuscirà a sopravvivere nel suo villaggio. Se portato, invece, in ospedale e curato con la terapia giusta, riesce a salvarsi, e tutto ciò per la modica spesa di dodici euro. In parole povere, la vita di un bambino “costa” solo dodici euro: come si può restare indifferenti a questo? La nostra Associazione non poteva restare indifferente a tutto ciò. E non lo farà fino a quando avrà la possibilità di destinare a questa nobile causa parte dei ricavi provenienti dalle sue attività. Non siamo degli eroi, viviamo semplicemente la vita guardandola con gli occhi del cuore. Colgo infine l’occasione per ringraziare le sorelle della congregazione ‘Serve di Maria riparatrice’ che opera in tutto il mondo e presente in Africa, al servizio dei più deboli, da oltre 25 anni. E’ grazie a loro che ho potuto fare questa splendida esperienza, trovando l’ospitalità e l’aiuto necessario per superare ogni difficoltà.
PROGETTI FUTURI L’Associazione, a tutt’oggi, ha una piccola disponibilità economica da destinare al progetto “BandaFalò for AFRICA”, frutto del ricavato delle attività promosse la scorsa stagione estiva. Si spera che, per la fine di quest’estate, la somma possa quantomeno triplicarsi, grazie anche all’organizzazione di manifestazioni. Siete tutti invitati a partecipare alla gara di solidarietà, io personalmente mi impegnerò, entro la fine del 2008, a ritornare in Costa d’Avorio e a seguire e documentare, in prima persona, i progetti che riterremo più utili per la gente del posto.
ANTONIO OPPEDISANO