2010 QUARTA MISSIONE

21 10 2010

Cari Amici,
dall’8 novembre 2010 al 7 febbraio 2011 saremo impegnati per la QUARTA missione umanitaria del progetto “BandaFalò for Africa”, che vede la nostra associazione impegnata in Costa D’Avorio dal 2007.
Per la prima volta nella storia, lo scorso anno, nel villaggio della Scerie 118 bambini si sono iscritti a scuola ed hanno frequentato con successo la prima elementare.
Infatti, durante le missioni precedenti abbiamo realizzato dapprima tre aule della scuola, la direzione e due bagni, cosicchè già lo scorso ottobre è iniziato il primo ciclo scolastico.
Poi, poiché l’istruzione elementare, in Costa d’Avorio, prevede sei anni di scuola – durante la terza missione la scuola è stata finalmente completata, con la costruzione delle ultime tre aule, e possiamo affermare con grande gioia e soddisfazione di aver portato a compimento la prima parte del nostro progetto: fornire, attraverso l’iter di riconoscimento della scuola e dell’accampamento da parte dello Stato, la speranza di un futuro migliore a più di duecento bambini ed alle loro famiglie, fin’ora totalmente ignorati dal mondo, abbandonati a se stessi, privi di ogni istruzione e spesso anche dei più essenziali diritti umani.
La scuola infatti è già stata riconosciuta dallo Stato e presto diventerà una scuola statale a tutti gli effetti. A novembre, dopo il nostro arrivo, si terrà nel villaggio della Scerie la cerimonia ufficiale che formalizzerà il riconoscimento e, di conseguenza, anche l’accampamento sarà riconosciuto e diverrà un vero e proprio villaggio. Questo vuol dire che, finalmente, per i suoi abitanti potrà iniziare un concreto percorso di crescita e un cammino verso un sempre maggior riconoscimento, tutela e difesa dei diritti umani. Per tutti gli abitanti del villaggio è un inizio di speranza, un cammino verso un futuro migliore.
Peraltro, proprio a seguito del riconoscimento giuridico della scuola e dell’intero villaggio, lo Stato invierà nella scuola i propri insegnanti – personale qualificato i quali andranno a vivere nell’accampamento per tutto il periodo scolastico. Pertanto, abbiamo anche già realizzato i primi due alloggi che andranno ad ospitare gli insegnanti per tutto l’anno scolastico: tra gli obiettivi programmati per la QUARTA MISSIONE, vi è poi la costruzione degli ultimi quattro alloggi.
Nel villaggio si respira adesso una nuova aria di serenità, di speranza, di voglia di migliorare e crescere insieme. Tuttavia, il cammino è ancora lungo…
Accanto alle gioie che hanno accompagnato la nostra terza missione, non sono certo mancate le difficoltà e i dispiaceri, dovuti al persistere di mille altri gravi problemi che affliggono da sempre quella comunità. Fame, miseria, condizioni igieniche scarsissime, strutture sanitarie a dir poco inesistenti (almeno per chi non ha i soldi necessari per curarsi) sono causa quotidiana di morte anche solo per una banale infezione…
Questa è una realtà, ma è una realtà che non si riesce proprio ad accettare: non si può, e non si deve…
E adesso che finalmente la prima parte del progetto è quasi conclusa, tra i nostri prossimi obiettivi vi è proprio quello di far sì che situazioni del genere non si verifichino più, perché non si può pensare ed accettare che un bimbo affetto da una semplice infezione, o da malaria, o da tifo, senza vaccino difficilmente riuscirà a sopravvivere nel suo villaggio. Se curato, invece, con la terapia giusta, riuscirà a salvarsi, e tutto ciò per la modica spesa di circa 12 euro.
In parole povere, la vita di un bambino “costa” solo dodici euro? Come si può restare indifferenti a questo?
Noi non ne siamo capaci, e non lo saremo mai…

“Quello che facciamo è una goccia d’acqua nell’oceano, ma dà più senso alla nostra vita.
… Perche la speranza non è un sogno, ma un modo di tradurre i sogni in realtà …”

OBIETTIVI FUTURI:

1) Costruzione dei rimanenti 4 alloggi per gli insegnanti;
2) Costruzione della “Casa del Missionario”, che darà la possibilità, a chiunque voglia vivere un’esperienza di volontariato, di contribuire attivamente al nostro progetto;
3) Costruzione di un dispensario (piccolo ospedale), data la totale assenza di strutture sanitario/ospedaliere;
4) Costruzione di due piccole chiesette, una cattolica e una musulmana, che daranno a tutti l’opportunità di pregare il buon Dio ogni giorno.

Tutto questo potrà essere realizzato anche grazie al vostro fondamentale contributo!

Non ci resta quindi che ringraziarVi, ancora una volta, dal profondo del nostro cuore e, soprattutto, da parte di tutti quei bambini che grazie al Vostro aiuto hanno oggi la concreta possibilità, e non più solo la speranza, di vivere un futuro migliore. GRAZIE!!! …perché “Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio, ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità” (George Bernard Shaw).





2010 TERZA MISSIONE

22 07 2010

Cari Amici,

anche quest’anno il progetto che ci vede impegnati in Costa d’Avorio sin dal 2007 è andato a buon fine.

Nonostante questa volta le difficoltà e gli imprevisti siano stati più numerosi del solito, al di là di ogni aspettativa e con duro lavoro siamo riusciti a completare le ultime tre aule della “Ecole Esperance”. Abbiamo anche realizzato i due alloggi per gli insegnanti, i quali, infatti, già dal prossimo ottobre, inizieranno il loro mandato e, trattandosi di personale qualificato, dipendente statale ed inviato dallo Stato stesso, andranno a vivere nell’accampamento per tutto il periodo scolastico.

Poiché l’istruzione elementare, in Costa d’Avorio, prevede sei anni di scuola, durante le missioni precedenti avevamo realizzato le prime tre aule della scuola, la direzione e i due bagni, cosicchè già lo scorso ottobre è potuto partire il primo ciclo scolastico. Ora, con la costruzione di altre tre aule, la scuola è stata finalmente completata, e possiamo affermare con grande gioia e soddisfazione di aver portato a compimento la prima parte del nostro progetto: fornire, attraverso l’iter di riconoscimento della scuola e dell’accampamento da parte dello Stato, la speranza di un futuro migliore a più di duecento bambini ed alle loro famiglie, fin’ora totalmente ignorati dal mondo, abbandonati a se stessi, privi di ogni istruzione e spesso anche dei più essenziali diritti umani.

La scuola è già stata riconosciuta dallo Stato e presto diventerà una scuola statale a tutti gli effetti. Ad ottobre si terrà nel villaggio della Scerie la cerimonia ufficiale che formalizzerà il riconoscimento e, di conseguenza, anche l’accampamento sarà riconosciuto e diverrà un vero e proprio villaggio. Questo vuol dire che, finalmente, per i suoi abitanti potrà iniziare un concreto percorso di crescita e un cammino verso un sempre maggior riconoscimento, tutela e difesa dei diritti umani. Per tutti gli abitanti del villaggio è un inizio di speranza, un cammino verso un futuro migliore.

Non ci sono parole che possano rendere giustizia all’emozione che abbiamo provato quando, lo scorso dicembre, appena arrivati nel villaggio, siamo andati a far visita alla scuola ed abbiamo visto con i nostri occhi i nostri bimbi, seduti tra i banchi a seguire le lezioni, che iniziavano a scrivere, leggere, ripetere i primi numeri e l’alfabeto …

Inoltre, già dal primo impatto abbiamo potuto riscontrare una realtà ben diversa da quella che avevamo lasciato prima che iniziassero i corsi: gli effetti positivi della scolarizzazione e dell’istruzione, soprattutto in bimbi così piccoli, si sono avuti subito.

I bambini sono più “educati”, più disciplinati, ora hanno delle regole, che osservano con gioia, ed hanno tanta voglia di imparare e di far bene. Anche vederli con i loro grembiulini scolastici tutti uguali, ordinati e puliti, è una gioia per gli occhi e per il cuore.

Nel villaggio si respira adesso una nuova aria di serenità, di speranza, di voglia di migliorare e crescere insieme.

Ancora, poiché per potersi iscrivere a scuola è stato richiesto un documento di identità, ad ogni bimbo si è dovuta fornire una carta di nascita di cui prima nessuno era munito, e dunque ci siamo impegnati attivamente anche in questo. Tutti i bambini adesso hanno un documento, una carta di nascita, e possono finalmente dire di esistere.

Tuttavia, il cammino è ancora lungo…

Accanto alle gioie che hanno accompagnato la nostra terza missione, non sono certo mancate, come dicevo, le difficoltà e i dispiaceri, dovuti al persistere di tanti altri gravi problemi che affliggono da sempre quella comunità.

Fame, miseria, condizioni igieniche scarsissime, strutture sanitarie a dir poco inesistenti (almeno per chi non ha i soldi necessari per curarsi) sono causa quotidiana di morte anche solo per una banale infezione…

Questa è una realtà, ma è una realtà che non si riesce proprio ad accettare: non si può, e non si deve… Abbiamo visto morire molti amici, altri non li abbiamo ritrovati al nostro arrivo…

Una rara e grave forma di malaria che colpisce alla testa (creando effetti e danni simili a quelli della meningite) ha quasi ucciso Florika, una bimba di soli 5 anni: sembrava in coma, non vedeva più niente, non parlava, non camminava… La mancanza di cure dovuta alla povertà della sua famiglia ha fatto aggravare ancora di più le sue condizioni, e siamo felicissimi di aver utilizzato i soldi del progetto anche per far curare questa bimba: un’altra figlia riportata alla vita!!

E Letizia, una bambina di soli dieci anni, che ha subito ripetutamente violenza, ammalandosi sia nel corpo, perché ha contratto una grave infezione, sia nell’anima, perché ha perso ogni fiducia negli altri e nella vita. L’abbiamo fatta curare, le siamo stati vicino, le abbiamo dato tanto affetto. Non è stato semplice, ma alla fine ha riacquistato il suo splendido sorriso che sembrava perso per sempre….

Anche e soprattutto questi sono i risultati che ci ripagano di ogni sofferenza e di ogni difficoltà….

Proprio per questo non molliamo mai!!!

E adesso che finalmente la prima parte del progetto è conclusa, il nostro primario e prossimo obiettivo è proprio quello di far sì che situazioni del genere non si verifichino più, perché non si può pensare ed accettare che un bimbo affetto da una semplice infezione, o da malaria, o da tifo, senza vaccino difficilmente riuscirà a sopravvivere nel suo villaggio. Se curato, invece, con la terapia giusta, riesce a salvarsi, e tutto ciò per la modica spesa di circa 12 euro.

In parole povere, la vita di un bambino “costa” solo dodici euro? Come si può restare indifferenti a questo?

Noi non ne siamo capaci, e non lo saremo mai….

Il Presidente

Antonio Oppedisano

OBIETTIVI FUTURI:

  1. Costruzione dei rimanenti 4 alloggi per gli insegnanti;
  2. Costruzione della “Casa del Missionario”, che ospiterà chiunque voglia vivere un’esperienza di volontariato insieme a noi;
  3. Costruzione di un dispensario (piccolo ospedale), data la totale assenza di strutture sanitario/ospedaliere;
  4. Costruzione di due piccole chiesette, una cattolica e una musulmana, che daranno a tutti l’opportunità di pregare il buon Dio ogni giorno.

Tutto questo potrà essere realizzato anche grazie al vostro fondamentale contributo!

Quello che facciamo è una goccia d’acqua nell’oceano, ma dà più senso alla nostra vita.

… Perche la speranza non è un sogno, ma un modo di tradurre i sogni in realtà …





PRIMAVERA 2009

26 04 2009

        

Dopo un inverno rigido ecco come si presenta ad oggi il tratto di spiaggia rivalorizzato dall’Associazione nel corso degli ultimi due anni. Per il ripascimento della costa, il sito è stato oggetto di una serie di lavori, mal realizzati, di costruzione di alcuni moli che hanno portato gravi ripercussioni sull’intera area. I lavori sono stati interrotti e proprio in corrispondenza della parte di spiaggia interessata, dove i moli non sono stati ultimati, la forza del mare ha eroso la costa riducendo l’ampiezza della spiaggia in maniera considerevole. Inoltre i massi posti ad una distanza errata di dieci metri dalla costa hanno causato l’insabbiamento di un secondo tratto compreso tra la battigia e i massi stessi. L’Associazione continuerà a impegnarsi per la salvaguardia e la tutela del territorio e, in particolare, del sito in questione nonostante la situazione attuale non sia favorevole. Nell’attesa delle autorizzazioni necessarie all’Associazione per poter avviare un complesso lavoro di bonifica e allestimento dell’area per la prossima stagione estiva la BandaFalò sta programmando l’ALTRA ESTATE 2009.





2009 SECONDA MISSIONE [FINE]

23 04 2009

Il progetto della realizzazione di una scuola in Africa al centro della Costa d’Avorio è andato a buon fine. Al di là di ogni aspettativa e con duro lavoro, siamo riusciti a completare le prime tre classi della scuola, oltre che la direzione e i servizi igenici. Quest’opera darà la speranza di un futuro migliore a più di duecento bambini ed alle loro famiglie, finora abbandonati a se stessi, privi di ogni istruzione e spesso anche dei più essenziali diritti.

Tutto questo è stato realizzato anche grazie al vostro importante aiuto!

La nostra missione non si è fermata solo a questo! Contemporaneamente alla costruzione della scuola siamo riusciti a sistemare un pozzo d’acqua costruito dalle suore ‘Serve di Maria Riparatrice’ ma dismesso da anni, ridonando così al villaggio l’acqua potabile, essenziale per ridurre le malattie infantili. Tante altre sono state le iniziative svolte in questi tre mesi di missione: distribuzione di abiti e scarpe e medicinali, oltre che interventi di primo soccorso. Il nostro obiettivo è di far divenire l’accampamento della Scierie un vero e proprio villaggio. Da qui inizierà un percorso di miglioramento della qualità della vita e, quindi, un cammino verso un sempre maggiore rispetto dei diritti umani.

Ma per realizzare tutto questo abbiamo bisogno del vostro aiuto !!!

OBIETTIVI IMMEDIATI

Costruzione di alloggi per gli insegnanti i quali, probabilmente già dal prossimo ottobre, inizieranno il loro mandato subito dopo il riconoscimento della struttura da parte dello Stato. L’insegnante sarà una persona qualificata, dipendente statale, la quale andrà a vivere nell’accampamento per tutto il periodo scolastico.

OBIETTIVI FUTURI

1 Costruzione di un dispensario (piccolo ospedale), data la totale assenza di strutture sanitario/ospedaliere.

2 Completamento della scuola: costruzione di altre tre classi, dato che l’assetto scolastico ivoriano comprende sei classi per l’istruzione elementare.

3 Costruzione di piccoli alloggi per gli insegnanti.

4 Realizzazione di una piccola chiesetta, la quale darà a tutti l’opportunità di pregare il buon Dio ogni giorno.

Tutto questo potrà essere realizzato grazie al vostro aiuto!

Quello che facciamo è una goccia d’acqua nell’oceano, ma da più senso alla nostra vita.

Perchè la speranza non è un sogno ma un modo di tradurre i sogni in realtà.

ANTONIO OPPEDISANO





2009 SECONDA MISSIONE [INIZIO]

23 04 2009

Cari Amici,

la presente per comunicarVi che, dal 3 novembre 2008 al 3 marzo 2009, l’Associazione Culturale BandaFalò sarà impegnata in missione umanitaria in Costa d’Avorio. Nella qualità di  Presidente dell’Associazione colgo subito l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno aderito alle nostre iniziative consentendo, con il Loro contributo, di finanziare questo progetto,  che consiste nella costruzione di  una scuola in Costa D’Avorio. Vorrei ringraziare, in particolare, le Scuole Elementari del Comune di Villa San Giovanni, e precisamente la Scuola Elementare di Villa-Centro, il plesso di Pezzo, di Cannitello e di Acciarello che saranno impegnate, per tutto il periodo natalizio, nella raccolta di fondi per sostenere la nostra iniziativa. Grazie alla loro partecipazione, saranno gli alunni, in primis, ad essere sensibilizzati con diverse attività che li faranno sentire parte attiva di questa importante iniziativa umanitaria.

Il PROGETTO che ci impegniamo a realizzare consiste nella costruzione di una scuola in un accampamento poverissimo, denominato Scerie, sito al centro della Costa D’Avorio, precisamente ad Abengourou, nel paese di Sankadiokro. Recentemente le suore ‘Serve di Maria Riparatrice’ hanno costruito nel villaggio un pozzo, fornendo in tal modo acqua potabile all’accampamento ed alleviando così la fatica di tutte le donne del villaggio che, ogni giorno, camminavano anche per 10 chilometri in cerca di acqua potabile da dare ai propri figli. Ora, finalmente, potranno concentrare le proprie energie nella coltivazione dei campi e potranno quindi produrre materie prime non solo per nutrirsi ma anche per autofinanziarsi.

Noi siamo certi che, dopo l’acqua e il cibo, la cosa più importante per i bimbi del villaggio sia la scuola, perché non esiste futuro senza istruzione. Una volta conclusa la costruzione della scuola, la struttura stessa sarà donata allo Stato e quindi riconosciuta ufficialmente. Sarà quindi il Comune di Abengourou a farsi carico delle spese di gestione della stessa che servirà per ottenere il riconoscimento dell’intero accampamento e la relativa conversione in villaggio. Da qui inizierà un percorso di miglioramento della qualità della vita e, quindi, un cammino verso un sempre maggiore rispetto dei Diritti Umani. E non solo: saranno molte altre le iniziative che intraprenderemo nei villaggi che incontreremo lungo il nostro cammino. Molto dipenderà dalla sensibilità e generosità dei nostri sostenitori e da tutti coloro che guarderanno con gli occhi del cuore la nostra  Missione. Ogni attività ed ogni iniziativa verrà documentata in ogni sua fase. Al mio ritorno rivivremo tutti insieme questa esperienza.

Non mi resta che ringraziarVi, ancora una volta, dal profondo del mio cuore e, soprattutto, da parte di tutti quei bambini che grazie al Vostro aiuto hanno oggi la concreta possibilità, e non più solo la speranza, di vivere un futuro migliore.   

…La speranza non è un sogno ma un modo per tradurre i sogni in realtà.

ANTONIO OPPEDISANO





2007 PRIMA MISSIONE

23 04 2009

L’Associazione Culturale BandaFalò ha come obiettivi la difesa del territorio e la rivalorizzazione di alcuni angoli di paradiso ormai degradati. Dal 2002 l’Associazione ha “bonificato” alcune località e le ha messe a disposizione della cittadinanza villese e non solo, facendole così conoscere ed apprezzare in tutta la loro naturale bellezza. Da qualche anno l’Associazione ha rivolto la sua attenzione verso problematiche e obiettivi che vanno oltre l’ambito locale. In particolare, una parte delle risorse è stata destinata a progetti umanitari da realizzarsi in Africa e, più precisamente, in Costa d’Avorio. Tutto nasce nel febbraio 2007, quando, come Presidente dell’Associazione, mi recai appunto in Costa D’Avorio al seguito di una missione umanitaria della durata di tre mesi. Da subito provai un amore particolare verso quel popolo stupendo che, pur flagellato da guerre, miseria e povertà, riesce con il sorriso a trasmettere emozioni fortissime, che provocano spesso un radicale mutamento nel modo di vedere e di intendere la vita. Da subito dedicai tutto me stesso a quella gente girando per i villaggi più poveri, regalando sorrisi, amore, porgendo magari qualche dono. Dopo un po’, però, mi resi conto che questo non bastava più, ed è qui che pensai ad un coinvolgimento della BandaFalò. Inviai una lettera ai miei amici, in Italia, chiedendo loro un sostegno economico per avviare concretamente alcuni progetti. Grazie alla generosità dei familiari dei soci e a una somma prelevata dalla cassa dell’Associazione riuscii a racimolare circa 3500 euro con i quali avviai degli importanti progetti. Una parte della somma fu impiegata per la sistemazione di due vecchie chiesette nei villaggi di Koko e Bapò (situati nella paradisiaca isoletta di Jaqueville), fondamentali non solo sotto il profilo religioso ma anche e soprattutto perché luogo d’incontro per lo svolgimento di attività educative e ricreative per i più piccoli. Un’altra quota fu utilizzata per l’acquisto di alcune coppie di maiali per avviare un allevamento a Scerie, un villaggio poverissimo situato nei pressi della città di Abengourou e popolato, per la maggior parte, da immigrati del Burchina Faso. Soltanto da poco tempo, grazie ad un progetto portato avanti dalle suore dell’ordine delle Serve di Maria Riparatrice, gli abitanti di Scerie, che conducono un’esistenza ai limiti della sopravvivenza, hanno la possibilità di bere acqua potabile. Nel villaggio non esistono, inoltre, né scuole, né ospedali. Spesso le parole non bastano per comprendere le misere condizioni in cui vivono milioni di esseri umani come noi. Vedere con i propri occhi le quotidiane scene di miseria, di fame e di morte è una cosa che non si riesce ad accettare. Proprio per questo, fino all’ultimo giorno, decisi di dare tutto me stesso per portare aiuto a quella povera gente. Facendo la spola tra i villaggi e gli ospedali, mi adoperai per garantire anche le minime cure ai bambini affetti da malaria, da tifo e da ogni genere di malattie che un banale vaccino potrebbe debellare. Ogni giorno sentivo su di me l’enorme responsabilità di salvare la vita di una piccola creatura. Per avere un’idea esatta della situazione basti pensare che, un bimbo affetto da malaria, senza vaccino, difficilmente riuscirà a sopravvivere nel suo villaggio. Se portato, invece, in ospedale e curato con la terapia giusta, riesce a salvarsi, e tutto ciò per la modica spesa di dodici euro. In parole povere, la vita di un bambino “costa” solo dodici euro: come si può restare indifferenti a questo? La nostra Associazione non poteva restare indifferente a tutto ciò. E non lo farà fino a quando avrà la possibilità di destinare a questa nobile causa parte dei ricavi provenienti dalle sue attività. Non siamo degli eroi, viviamo semplicemente la vita guardandola con gli occhi del cuore. Colgo infine l’occasione per ringraziare le sorelle della congregazione ‘Serve di Maria riparatrice’ che opera in tutto il mondo e presente in Africa, al servizio dei più deboli, da oltre 25 anni. E’ grazie a loro che ho potuto fare questa splendida esperienza, trovando l’ospitalità e l’aiuto necessario per superare ogni difficoltà.

PROGETTI FUTURI L’Associazione, a tutt’oggi, ha una piccola disponibilità economica da destinare al progetto “BandaFalò for AFRICA”, frutto del ricavato delle attività promosse la scorsa stagione estiva. Si spera che, per la fine di quest’estate, la somma possa quantomeno triplicarsi, grazie anche all’organizzazione di manifestazioni. Siete tutti invitati a partecipare alla gara di solidarietà, io personalmente mi impegnerò, entro la fine del 2008, a ritornare in Costa d’Avorio e a seguire e documentare, in prima persona, i progetti che riterremo più utili per la gente del posto.

ANTONIO OPPEDISANO





IL MOVIMENTO ‘AMO LO STRETTO…NO AL PONTE’

23 04 2009

Il movimento “AMO LO STRETTO…NO AL PONTE” di Villa San Giovanni nasce nel 2006 da un gruppo di ragazzi, i quali, ormai stanchi delle tante bugie e inesattezze propagandate come “reali” dai media locali e nazionali, soprattutto dall’info point della società Stretto di Messina, hanno deciso di creare un libero movimento di “disinformazione” fornendo così alla cittadinanza i veri dati sulla scellerata opera del ponte sullo Stretto! In poco più di un mese abbiamo attivato un sistema di cooperazione con altre realtà locali riuscendo a raccogliere migliaia di firme contro la realizzazione del ponte, fornendo a chi interessato tanti e diversi gadget, come magliette bandiere, borse e adesivi. I nostri appuntamenti che hanno avuto, in alcuni momenti, il ritmo di uno a settimana, erano accompagnati dalla distribuzione gratuita di prodotti tipici della nostra terra e da una ottima sangria…che onestamente non mancava mai!!! Abbiamo partecipato sotto il nome del movimento ad alcune manifestazioni, a Messina più volte, a Reggio Calabria, Villa San Giovanni ed anche a Roma, esponendo in quest’ultima occasione il più bello degli striscioni satirici. Da sempre, il movimento si trova in perfetta simbiosi con l’associazione culturale BandaFalò, diventandone parte da due anni circa. Il confronto tra le due anime del gruppo ha dato linfa vitale alla prosecuzione delle attività del movimento che riprenderanno a giugno nella spiaggia di Porticello. La realizzazione del ponte sarebbe una catastrofe che ammazzerebbe non solo la misera economia locale ma, in senso non troppo lato, la salute dei cittadini vittime di un livello di inquinamento atmosferico ed acustico esagerato dovuto all’incredibile quantità di materiali depositata nei numerosissimi cantieri a cielo aperto e soprattutto all’infinita durata dei lavori che graverà sulle spalle dei cittadini stessi. Per non parlare dei danni ambientali, flora e fauna di uno dei mari più belli del pianeta in quanto a numero di specie ed ecosistemi presenti nello stretto. La scienza di oggi non è ancora in grado di costruire un ponte a campata unica di più di 3 km, in una zona tralaltro troppo sismica e sferzata da forti venti tutto l’anno. Se riuscissero a farlo cadrebbe dopo una settimana!!! “Bene” che vada lasceranno enormi quantità di cemento e ferro sulle nostre spiagge, avranno fatto fuori qualche montagna per prenderne la terra per i lavori e asciugato le poche riserve idriche dei nostri acquedotti. Alziamo la testa contro le decisioni imposte dall’alto. contro la vita, il lavoro, la salute di molti…per il bene avido di pochi. I diritti sanciti dalla costituzione per tutti noi, sono tali se vengono rispettati. Se così non fosse non varrebbero niente, sarebbero solo parole parole parole…

FRANCESCO TALIA








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